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Il Nanbudo. Un’arte marziale per pochi

14 Mag 2026

Edoardo Degl’Innocenti – 2C Scuola media Puccini

Voi conoscete il Nanbudo? Lo avete mai praticato? Se siete curiosi leggete il racconto di chi lo ha praticato per sette anni e ha avuto un maestro straordinario che gli ha svelato tutti i segreti di quest’arte marziale moderna.

La storia

Yoshinao Nanbu nacque nel 1943, a Kobe, città in Giappone, in una famiglia che praticava già da tempo le arti marziali.
All’età di cinque anni iniziò a praticare Judo nella palestra del padre, poi kendo con lo zio e dopo ancora Aikido e molte altre, con e senza armi.
Nel 1964 fu chiamato in Francia per fare una dimostrazione di Karate e altre arti marziali (anche se il Karate ha origini cinesi).
Vinse per ben due volte il campionato francese di Karate, divenne l’allenatore della squadra e sviluppò un nuovo stile di Karate detto Sankukai.
Dopo la morte di Nanbu il mio maestro ha messo su una palestra a San Polo in Chianti (dove mi alleno io), una a Figline Valdarno (con la quale è andato ai campionati europei di Nanbudo, in Svizzera) e una a Firenze (centro Gavinuppia).

Che cos’è:

Il Nanbudo è un’arte marziale moderna praticata a mani nude o con un bastone (chiamato Bo).
Le tecniche di autodifesa sono eseguite con una o più persone, queste tecniche sono raggruppate e vengono eseguite in diversi schemi chiamati Randori. Questa arte marziale è nota per la sua eleganza e leggerezza che viene usata nei Kata , che viene svolto per acquisire precisione ed equilibrio e generalmente è svolto o in gruppo o singolarmente.
Oltre a Randori e Kata, esiste un’altra categoria chiamata Keiraku Taiso che si basa non sul combattimento, ma per lo più sulla medicina orientale, basandosi su dei specifici meridiani del corpo umano ( per esempio lo yusèn, che si trova sotto la pianta del piede, che è l’inizio del rene).
Insieme alle tecniche degli arti superiori ci sono anche le techiche con gli arti inferiori (gambe), possono essere anche calci rotanti, che sono molto difficili da imparare perché bisogna avere una certa esperienza, molto equilibrio e tanta coordinazione.
Uno degli elementi più importanti del Nanbudo, secondo alcuni superstiti, sono le cadute, che come i calci richiedono molta esperienza (soprattutto nelle cadute senza mani).


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