Blog

IL FILETTO ALLA WELLINGTON. IL PIATTO PREFERITO DEL DUCA INGLESE CHE SCONFISSE NAPOLEONE

27 Gen 2026

Edoardo Degl’Innocenti, 2C Scuola Media Puccini. 

La storia:
L’origine del filetto alla Wellington è sconosciuta. Le storie sono tante e diverse, alcuni dicono che è l’evoluzione delle inglesi “meat pie”, altri sostengono che abbia origini francesi, ma la teoria più popolare risale all’Inghilterra dell’800, grazie al Duca Arthur Wellesley, conosciuto come il Duca di Wellington, titolo ricevuto dopo aver partecipato, insieme al generale Von Blucher, alla battaglia di Waterloo nel 1815.

Photo by: Lyn Gilbert.

La sconfitta decretò la fine dell’impero napoleonico e questo portò rispetto e gloria al Duca. Egli era un uomo dai gusti molto difficili e infatti licenziò molti dei suoi cuochi anche se cucinavano dei piatti molto sofisticati. L’unico piatto che lo sbalordì fu un arrosto in crosta che, per il colore e la forma, ricordava i suoi stivali. E’ un piatto unico nel suo genere che sanno cucinare pochissimi cuochi in tutto il mondo. La vera diffusione di questa ricetta, per come la conosciamo oggi, avvenne nel 1965 grazie a Julia Child, famosa cuoca statunitense che rivoluzionò la cucina americana introducendo quella francese, che presentò il filet de bœf en croûte, filetto di manzo in crosta francese, come “Fielet of Beef Wellington” durante il suo programma TV “The French Chef”, nella puntata di capodanno del 1965.

La ricetta classica:
La preparazione di questo piatto richiede un po’ di esperienza in cucina, è una ricetta abbastanza complessa. La parte di manzo utilizzata è una delle più pregiate e morbide, si usa anche per le bistecche di filetto. Il filetto alla Wellington è noto come filetto in crosta perché è avvolto dalla pasta sfoglia. La cottura della carne si divide in due fasi: viene prima scottata in padella e poi cotta in forno. Prima di metterla in forno, viene ricoperta dalla senape e appoggiata su un letto di crema di funghi e fette di prosciutto. Tutto questo viene poi avvolto dalla pasta sfoglia e messo in forno. La ricetta classica prevede anche una salsa di accompagnamento, la Salsa Madeira che prende il nome dal Vino Madeira, vino dolce del Portogallo. E’fatta grazie all’unione del brodo di carne con il Vino Madeira. Scaldando il tutto in padella, si addensa, formando così la salsa. Il contorno più comune che viene scelto è il purè.


Condividi: