Storie a cinque cerchi
Conoscete l’uomo che saltava come una molla? Sapete di Teofilo che prendeva il mondo a pugni? E del campione bianco che abbracciò il campione nero sotto gli occhi di Hitler?
Conoscete l’uomo che saltava come una molla? Sapete di Teofilo che prendeva il mondo a pugni? E del campione bianco che abbracciò il campione nero sotto gli occhi di Hitler?
Un casermone di periferia un po’ scrostato, ai margini di una grande città, è l’inizio di una vita migliore.
Per le migliaia di piccoli Niomi che vivono sotto i pavimenti dei grandi magazzini F.lli Arnold, il mondo esterno non esiste.
Una notte di luna e brezza leggera, il piccolo Conor si sveglia di colpo sentendo bussare alla finestra della sua cameretta.
Sophie, undici anni, olandese, viene dimenticata in campeggio dai genitori durante una vacanza in Francia. Invece di disperarsi, passa all’azione: sa bene cosa fare, non è la prima volta che le capita.
Arturo e Giovanni sono figli di una qualsiasi periferia milanese affaticata e colpita dalla crisi economica, come gran parte della città, una Milano invernale che aspetta il Natale senza credere troppo nel futuro.
Un caso irrisolto.
Un innocente da scagionare.
Un colpevole da assegnare alla giustizia.
Qualunque sia il problema, Theodore Boone è sempre pronto a risolverlo.
“Io sono brutta. Lo sono sempre stata, e non c’è speranza di avere il medesimo destino del brutto anatroccolo che poi era un cigno in realtà. Una favola con la fregatura: ecco cos’è, a dirla tutta.”
Un libro così non l’avete mai letto. E non l’avete neanche mai visto.
Immaginate di trovarvi in un cinema, tra gli spettatori dei primissimi film, quelli dei fratelli Lumière.
Tre pinguini sulla banchisa, amici da sempre. Uno di loro, il più piccolo, minaccia di schiacciare una farfalla, e ci si siede sopra, cattivo come un bambino, cattivo.
Un poliziotto al primo giorno di servizio, un bambino cinese in fuga da chi lo costringe a lavorare in condizioni di schiavitù.
È lui l’uomo di casa, anche se ha solo undici anni. La piccola Ilaria non ha mai conosciuto il padre, che lavora in Venezuela.